Call for Applications: Doctoral Workshop on HGIS for the Study of Populations and Rural Worlds

RHN 97/2026 | Call

Organisers: Camillo Berti, Carmen Brando, Mattia Bunel, Bertrand Dumenieu, Aurélie Douet, Nicola Gabellieri, Michaël Gasperoni, Massimiliano Grava, Niccolò Mignemi and Michele Nani

18 – 22 January 2027, Pisa, Italy

Deadline foor Submissions: 19 October 2026


***French Version below***

Call for Applications:
Atelier Dottorale Internazionale HGIS per la Storia delle Popolazioni e dei Mondi Rurali


Lo spazio è un fattore centrale nella ricerca storica. Non è semplicemente una cornice, ma, per usare l’espressione di Bernard Lepetit, “ tempo solidificato”. Si tratta di “ luoghi ” dove si esplica l’agire umano, dove prendono forma le relazioni sociali e dove agiscono i processi di trasformazione. A partire dagli anni Novanta, l’applicazione dei sistemi informativi geografici alla storia (HGIS, dall’acronimo inglese Historical Geographic Information System) ha aperto nuove e originali prospettive di studio. Sostenuti dalle evoluzioni tecnologiche e dalla moltiplicazione delle risorse disponibili, gli HGIS hanno fornito strumenti per esplorare le morfologie spaziali e la loro eventuale persistenza a diverse scale. Questi strumenti hanno contribuito a rinnovare i quesiti sulle modalità di organizzare, abitare e percorrere lo spazio. Più in generale, hanno alimentato i dibattiti metodologici e si sono infine imposti come strumenti che meritano di figurare nella “cassetta degli attrezzi ” degli storici e delle storiche in formazione.

Questo workshop intende pertanto fornire gli strumenti pratici per un primo approccio agli HGIS, ma anche porre i partecipanti di fronte alle principali sfide teoriche e metodologiche in materia di spazializzazione. Si tratterà, dunque, di aprire la “ scatola nera” degli HGIS per permettere ai giovani ricercatori di cogliere il potenziale, ma anche i limiti, di questi metodi. L’evoluzione degli strumenti digitali, spinta dal recente sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, offre la possibilità di produrre rappresentazioni sintetiche dei fenomeni, in apparenza più accessibili e leggibili rispetto, ad esempio, a un’analisi statistica o a un grafico. Tuttavia, la creazione di una “bella carta” è solo uno dei possibili esiti di percorsi analitici più ampi: gli approcci spaziali ci invitano innanzitutto a elaborare nuovi interrogativi, a riconsiderare le nostre pratiche di scrittura e a riflettere sull’uso pubblico dei dati prodotti nell’ambito delle nostre ricerche.

Per questo occorre prima di tutto imparare a concepire gli HGIS per ciò che sono, ovvero banche dati destinate a raccogliere, elaborare, mettere in relazione e visualizzare informazioni geolocalizzate. La portata euristica di questi strumenti ne fa un campo privilegiato di sperimentazione sia per indagini qualitative, sia per studi con una forte componente quantitativa. Essa permette inoltre di operare incroci tra terreno e documento, nel solco della microanalisi geostorica, o di ipotizzare percorsi inediti per approcci multiscalari, volti a stabilire connessioni tra differenti livelli spaziali e temporali.


Della durata di una settimana, il workshop alternerà sessioni di formazione e discussioni su progetti che ricorrono agli strumenti e ai metodi dell’analisi spaziale. Da un lato, la partecipazione degli esperti della Plateforme en géomatique et humanités numériques (PGHN) dell’EHESS e del Portale cartografico di Geomatica dell’Università di Pisa permetterà di fornire ai partecipanti le competenze necessarie per effettuare georeferenziazioni, trattare dati HGIS e produrre rappresentazioni spaziali da impiegare proficuamente nelle proprie ricerche. Dall’altro, la presentazione di ricerche recenti e di cantieri in corso sarà l’occasione per discutere le sfide metodologiche, con una particolare attenzione al raccordo tra il lavoro sulle fonti e la progettazione di banche dati spazializzate. Saranno approfonditi, in particolare, due assi tematici: da un lato, la demografia storica con particolare attenzione alle campagne; dall’altro, la storia rurale e dell’ambiente. Le ricerche in questi ambiti, infatti, non solo hanno posto i dati spaziali al centro dei propri interrogativi, ma non hanno esitato a mobilitarli per rinnovare i propri approcci e aprirsi al dialogo interdisciplinare.

Il workshop nasce da una collaborazione italo-francese che riunisce ricercatori e ricercatrici esperti dell’età moderna e contemporanea. Si terrà dal 18 al 22 gennaio 2027 e verrà ospitato dall’Università di Pisa nell’ambito delle iniziative dell’International Research Network del CNRS CoVar (Coping with variety: Resource-use and specialization in rural change).

L’iniziativa si rivolge a dottorandi/e e studenti/esse magistrali (M2) il cui soggetto di ricerca, le fonti archivistiche o i dati rilevati sul campo – nel caso di indagini etnografiche o ispirate all’ecologia storica – permettano di ipotizzare un’analisi spaziale che utilizzi gli HGIS. Non è richiesto alcun prerequisito specifico, se non quello di portare il proprio computer e di aver installato il software QGIS (versione 3.44 LTR, scaricabile dal sito https://www.qgis.org/).

Le lingue di lavoro saranno il francese, l’italiano, lo spagnolo e l’inglese. Ai partecipanti sarà richiesto di predisporre un supporto grafico (slides) in una lingua diversa da quella scelta per l’esposizione orale. La prima giornata sarà dedicata alla presentazione dei progetti dei dottorandi e degli studenti magistrali. Ciascuno dovrà illustrare le proprie ricerche e le proprie fonti in circa venti minuti, al fine di agevolare il lavoro di discussione e di accompagnamento dei progetti nel corso della settimana.

L’accoglienza dei partecipanti avverrà in camere doppie presso la Residenza Le Benedettine di Pisa (https://www.residence. unipi.it/). Non sono previste quote di iscrizione e l’alloggio sarà a carico dell’organizzazione, così come i pranzi per le cinque giornate. Coloro che saranno ammessi al workshop dovranno garantire la propria presenza per l’intera settimana. Le spese di viaggio restano a carico dei partecipanti, che sono pertanto invitati a contattare i propri istituti di ricerca per ottenere un contributo alla mobilità.

Tuttavia, nell’ambito del programma «Ateliers doctoraux à l’international» dell’EHESS, sarà possibile il finanziamento del viaggio a Pisa ( fino a un massimo di 10 posti) per i dottorandi e gli studenti magistrali (M2) iscritti all’EHESS.


Le candidature devono essere inviate entro le ore 12h00 (ora di Parigi e Roma) di lunedì 19 ottobre all’indirizzo atelierhgis@gmail. com e contenere i seguenti documenti:

  • un curriculum vitae che precisi le competenze linguistiche e le eventuali pubblicazioni (quest’ultima condizione non è indispensabile);
  • una presentazione (massimo 6000 caratteri) del proprio progetto di ricerca, in cui dovrà essere esplicitata l’importanza della problematica spaziale e il corpus di fonti che il candidato o la candidata intende analizzare tramite gli strumenti HGIS;
  • un certificato di iscrizione in dottorato o in una laurea magistrale (le persone iscritte all’EHESS dovranno menzionare quest’aspetto nella mail di candidatura).

Istituzioni organizzatrice e partners : CNRS International Research Network CoVar (Coping with variety: Resource-use and specialization in rural change), EHESS, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, CRH (UMR 8558 CNRS/ EHESS), IHMC (UMR 8066, CNRS/ENS-PSL/Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne), Plateforme en géomatique et humanités numériques de l’EHESS.

Comitato organizzatore: Camillo Berti, Carmen Brando, Mattia Bunel, Bertrand Dumenieu, Aurélie Douet, Nicola Gabellieri, Michaël Gasperoni, Massimiliano Grava, Niccolò Mignemi, Michele Nani.

Per informazioni, contattare la atelierhgis@gmail.com.

 

Call for Applications (PDF-Download).

 

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Appel à Candidatures
Atelier Doctoral International sur les Données Spatiales pour L’étude des Populations et des Mondes Ruraux


L’espace est au cœur des questionnements en histoire. Il n’est pas uniquement un décor mais du « temps solidifié », pour emprunter la formule de Bernard Lepetit. Ce sont des lieux où se déploie l’action humaine, où se matérialisent les relations sociales et où les processus de transformation sont à l’œuvre. Des pistes originales pour son étude ont été ouvertes, à partir des années 1990, par les systèmes d’information géographique appliqués à l’histoire (HGIS d’après l’acronyme anglais Historical Geographic Information System). Portés par les évolutions technologiques et par la multiplication des ressources disponibles, les HGIS ont fourni des outils pour explorer les morphologies spatiales et leur éventuelle persistance à différentes échelles. Ils ont contribué au renouvellement des interrogations autour des manières d’organiser, d’habiter et de parcourir l’espace. Plus généralement, ils ont nourri les débats méthodologiques et se sont enfin imposés comme des instruments qui méritent de figurer dans la boîte à outils des historien·ne·s en formation.

Cet atelier entend donc fournir les outils pratiques pour une prise en main des HGIS, mais également confronter les participant·e·s aux principaux enjeux théoriques et méthodologiques en matière de spatialisation. Il s’agira alors d’ouvrir la boîte noire des HGIS pour permettre à des jeunes historien·ne·s de saisir le potentiel mais aussi les limites de ces méthodes.

L’évolution des outils numériques, accélérée par l’essor récent de l’intelligence artificielle générative, offre désormais la possibilité de fabriquer des représentations synthétiques des phénomènes, en apparence plus accessibles et plus lisibles qu’une analyse chiffrée ou un graphe, par exemple. Cependant, la création d’une «belle carte» n’est qu’une issue possible de cheminements analytiques plus amples : les approches spatiales nous invitent avant tout à élaborer de nouveaux questionnements, à reconsidérer nos pratiques d’écriture ainsi qu’à réfléchir à l’usage public des données produites dans le cadre de nos recherches.

Pour cela, il faut d’abord apprendre à penser les HGIS pour ce qu’ils sont, c’est-à-dire des bases de données destinées à collecter, traiter, mettre en relation et visualiser des informations spatialement situées. La portée heuristique de ces instruments en fait alors un champ privilégié d’expérimentation tant pour des enquêtes qualitatives que pour des études avec une forte composante quantitative. Elle permet par ailleurs d’opérer des intersections entre terrain et document, dans le sillon de la microanalyse géohistorique, ou d’envisager des pistes inédites pour des démarches multiscalaires, soucieuses d’établir des connexions entre des échelles distantes dans l’espace ou à travers le temps.


D’une durée d’une semaine, l’atelier alternera des séances de formation avec des discussions autour de projets ayant recours aux outils et aux méthodes de l’analyse spatiale. D’une part, la participation des spécialistes de la Plateforme en géomatique et humanités numériques (PGHN) de l’EHESS et du Portale cartografico di Geomatica de l’Università di Pisa permettra de fournir aux participant·e·s les compétences pour effectuer des géoréférencements, traiter des données HGIS et produire des représentations spatiales utiles à leurs recherches. D’autre part, la présentation de recherches récentes et de chantiers en cours sera l’occasion de discuter des enjeux méthodologiques, avec une attention particulière portée à l’articulation entre le travail sur les sources et la conception de bases de données spatialisées. Deux axes thématiques seront en particulier approfondis : la démographie historique et l’histoire des campagnes et de l’environnement. En effet, les recherches dans ces domaines ont non seulement placé les données spatiales au cœur de leurs questionnements, mais elles n’ont pas hésité à les mobiliser pour renouveler leurs approches et s’ouvrir au dialogue interdisciplinaire.

L’atelier naît d’une collaboration franco-italienne qui réunit des chercheur·se·s spécialistes des époques moderne et contemporaine. Il aura lieu du 18 au 22 janvier 2027, accueilli par l’Université de Pise dans le cadre des initiatives de l’International Research Network du CNRS CoVar (Coping with variety: Resource-use and specialization in rural change).

L’initiative s’adresse aux doctorant·e·s et étudiant·e·s en M2 dont le sujet de recherche et les sources archivistiques, mais aussi les données de terrain, dans le cas d’enquêtes ethnographiques ou inspirées par l’écologie historique, permettent d’envisager une analyse spatiale mobilisant des HGIS. Aucun prérequis spécifique n’est demandé, excepté le fait d’apporter un ordinateur et d’avoir installé le logiciel QGIS (version 3.44 LTR téléchargeable depuis https://www.qgis.org/).

Les langues de travail seront le français, l’italien, l’espagnol et l’anglais. Il sera demandé aux participant·e·s d’avoir un support graphique dans une langue différente de la langue d’intervention. La première journée sera consacrée à la présentation des projets des doctorant·e·s et des étudiant·e·s en M2. Chacun·e devra illustrer ses recherches et ses sources en une vingtaine de minutes, afin de faciliter le travail de discussion et d’accompagnement des projets au fil de la semaine.

L’accueil des participant·e·s se fera dans des chambres doubles de la Résidence Le Benedettine à Pise (https://www.residence. unipi.it/). Aucun frais d’inscription n’est prévu et l’hébergement sera pris en charge par l’organisation, ainsi que les repas de midi pour les cinq jours. Les personnes admises à l’atelier devront assurer leur présence pendant toute la semaine. Les frais de déplacement restent à la charge des participant·e·s qui sont donc invité·e·s à se rapprocher de leurs laboratoires pour obtenir une aide à la mobilité.

Dans le cadre du programme «Ateliers doctoraux à l’international » de l’EHESS, le financement du voyage à Pise sera néanmoins possible (jusqu’à 10 places) pour les doctorant·e·s et les étudiant·e·s en M2, inscrit·e·s à l’EHESS.


La date limite pour l’envoi des candidatures est le lundi 19 octobre (12h00 heure de Paris et Rome). Les candidat·e·s devront envoyer à l’adresse mail atelierhgis@gmail.com les documents suivants :

  • un curriculum vitae précisant leurs compétences linguistiques et leurs éventuelles publications ;
  • une présentation (6000 signes maximum) de leur projet expliquant en particulier la place de la problématique spatiale dans le cadre de leurs recherches et le corpus de sources à partir duquel ils/elles entendent mobiliser les outils HGIS;
  • un certificat d’inscription en master ou en doctorat. Les candidat·e·s de l’EHESS devront par ailleurs signaler leur affiliation dans le mail d’envoi du dossier.

Institutions organisatrices et partenaires : CNRS International Research Network CoVar (Coping with variety: Resource-use and specialization in rural change), EHESS, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, CRH (UMR 8558 CNRS/EHESS), IHMC (UMR 8066, CNRS/ENS-PSL/Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne), Plateforme en géomatique et humanités numériques de l’EHESS.

Comité d’organisation: Camillo Berti, Carmen Brando, Mattia Bunel, Bertrand Dumenieu, Aurélie Douet, Nicola Gabellieri, Michaël Gasperoni, Massimiliano Grava, Niccolò Mignemi, Michele Nani.

Pour information, contacter atelierhgis@gmail.com.

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